Appendice di Isola. Un rifugio tra acqua e variazione sull’isola di Berlenga
Date
2015-02-03
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Primo spunto di riflessione del mio lavoro è la condizione stessa del luogo di
progetto, l’isola.
L’isola è per definizione un luogo separato, lontano nello spazio e nel tempo
è un mondo autonomo o può essere un mondo mai esistito o ancora un
paesaggio che nasconde una memoria.
L’isola è un luogo fatto di contrasti in tensione: interno/esterno, presenza/
assenza, acqua/terra.
L’isola è qualsiasi pezzo di terra circondato dall’acqua, superficie terrestre in
cui regna sovrano l’influsso del mare.
L’acqua diventa l’elemento unificante che a volte si rivela un amico e altre
avverso. L’acqua è allo stesso tempo limite ma anche unica connessione
alla terra ferma.
L’acqua muta costantemente la sua condizione e il suo rapporto con l’isola
alterandone di conseguenza la sua accessibilità.
Berlenga è un microcosmo unico dove natura e artificio coesistono sotto la
presenza potente dell’oceano.
Svincolato dalle convenzioni della “terraferma”, con una certa libertà e
autonomia architettonica, il rifugio si materializza nel sistema-isola come sua
appendice, accessoria e complementare: molo.
Con il desiderio di essere memoria ed espressione architettonica della
variazione e dei contrasti che costituiscono il luogo, il rifugio cerca di occupare
silenziosamente lo spazio tra suolo e oceano e la tensione che esiste fra essi.
Una soglia che costituisce il limite concettuale dell’ingresso e dell’uscita;
dinamica e variabile si sorregge sui flutti, sull’instabile. Come per l’isola anche
per il molo vale la metafora della nave: v’incombe il naufragio
Keywords
Isola, Acqua, Variazione
Document Type
Master thesis
Publisher Version
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Citation
Identifiers
TID
201246686
Designation
Mestrado Integrado em Arquitectura
Access Type
Open Access