La libertà di religione nella nuova costituzione del Marocco
Date
2013
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OBERVARE. Universidade Autónoma de Lisboa
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Limitiamo lo sguardo a quella parte
del Mediterraneo in rivolta dalla primavera
del 2011. Il colonialismo non ha creato delle
élites locali in grado di gestire una transizione
alla democrazia. Questa è la grande incognita
ancora oggi, mezzo secolo dopo l’inizio della
decolonizzazione con la conferenza di Bandung.
Infatti, rovesciati i locali regimi dittatoriali
(rimasti decenni al potere anche per l’appoggio
dell’Occidente) non si vede una borghesia diffusa
in grado di sostenere una transizione democratica
e di impedire controrivoluzioni. In particolare,
si sa ben poco sulla struttura sociale del
movimento degli insorti nei singoli Stati arabi.
Il colonialismo e, poi, le dittature hanno impedito
il formarsi di una società civile organizzata.
A mio giudizio, le uniche forme di aggregazione
sociale oggi realmente radicate sono legate
non a ideologie politiche, ma all’Islam. Inoltre
in alcuni Stati – Egitto e Tunisia, ad esempio,
ma non la Libia – anche l’esercito costituisce
un’organizzazione alternativa al potere politico
e, in parte, anche all’Islam.
Keywords
libertà di religione, costituzione, Marocco
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Journal article
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Open Access