Autonomia: uno spazio per il Tejo, uno spazio per la danza
Date
2018-07-18
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Autonomia formale come arma a doppio taglio: da un lato
la libertà come ricerca compositiva originale e poetica, dall’altro un
caos di forme e para-architetture sterili. La conseguenza dell’influenza
autonoma sull’architettura è risultata essere così un festival di forme
ed espressioni in cui provare a rintracciare, ponendo l’autonomia
come chiave di lettura, i segnali e gli stimoli per la risposta progettuale
richiesta dal laboratorio: uno spazio per la danza, uno spazio per il
Tejo.
Avvalendosi della libertà interpretativa concessa dalla
richiesta e data la grande adattabilità della funzione della danza, il
progetto nasce dalla ricerca di immagini e relazioni tra la disciplina
architettonica e campi esterni ad essa, come l’arte, il teatro o la danza
stessa. Il progetto va oltre la conformazione classica del teatro, per
produrre sia uno spazio non convenzionale, strettamente dedicato e
legato alla danza, che uno spazio pubblico alternativo. Una ricerca
autonoma che ripensa le relazioni tra gli elementi teatrali, quali
palco e platea, per offrire un nuovo modo di vivere il teatro.
Se il Moderno nacque come reazione ai canoni che
definirono la disciplina architettonica fino al Novecento, la corrente
contemporanea ha superato, a sua volta, i preconcetti imposti dal
Modernismo stesso. Queste trasformazioni interne alla cultura
architettonica hanno sempre coinciso con la ricerca di autonomia
della disciplina.
La scintilla autonoma primordiale è rintracciabile al
principio del Moderno. Da qui si inizierà a definire ciò che
le varie teorie sull’autonomia hanno comportato nella storia
dell’architettura. Verranno individuati progetti e teorie storiche in
cui tale concetto è fortemente presente per tracciare le vie che hanno
permesso l’insediarsi dell’autonomia nella composizione formale
dell’architettura, cambiandola dall’interno. Con la consapevolezza e
gli occhi di chi ha posto le basi per tale questione, si proverà dunque
a capire come le forme dell’architettura contemporanea abbiamo
fisicamente interpretato tali pensieri.
Una costellazione di pensieri e idee sull’autonomia,
appartenenti a situazioni storiche e culturali differenti, ha liberato la
composizione architettonica dalla catena di regole e canoni stilistici.
Consegnando le redini del gioco alle mani libere dell’architetto,
la disciplina ha affidato a quest’ultimo la responsabilità di dover
guidare l’architettura verso nuovi orizzonti compositivi.
Keywords
Autonomia, Spazio, Tejo
Document Type
Master thesis
Publisher Version
Dataset
Citation
Identifiers
TID
201962373
Designation
Dissertação de Mestrado em Arquitectura
Access Type
Open Access