Magia del Reale: Le possibilità della permanenza
Date
2022-03-15
Embargo
Authors
Coadvisor
Journal Title
Journal ISSN
Volume Title
Publisher
Language
Alternative Title
Abstract
Partendo dalle considerazioni di Aldo Rossi sulla discutibile validità del
“funzionalismo ingenuo” e sul rapporto tra forma e tipologia questo lavoro si propone di esplorare quelle caratteristiche intrinseche agli edifici
che hanno resistito nel tempo, rigenerando se stessi di continuo e senza
mai perdere la loro essenza morfologica e concettuale. Dal tema della resistenza al tempo dell’edificio e sulla sua capacità di generare spazi in cui
si compiono le più diverse azioni umane, nasce la volontà di ricercare le
qualità che rendono uno spazio un contenitore di vita e individuando
quelle caratteristiche che raccontano dello spazio non attraverso funzioni
ma attraverso le sue possibilità, poiché l’architettura è un’arte di supporto
che non può concludere tutto. È un’arte che deve definirsi con la vita,
allora c’è bisogno di lasciare uno spazio per questa dimensione: vivere la
spazialità. L’architettura deve sempre concludersi nella vita. Essa deve lasciare spazio alla vita e alla sua evoluzione. Un buon edificio può servire a
quasi tutto.1
Queste possibilità, come ci racconta la storia, trovano ampio spazio in
quegli edifici che adattandosi nel tempo hanno saputo resistere ai mutamenti della società e alle funzioni che col tempo cambiavano. Il tempo
dell’architettura è molto diverso da quello della vita umana ed è per questo che la permanenza avviene in quegli edifici che meglio di altri hanno
resistito al mutare delle richieste funzionali, poiché solidi nella loro forma
e nella capacità di accogliere il continuo movimento della vita. Attraverso
lo studio di tre categorie fondamentali come permanenza, possibilità e il
passaggio da generico a specifico questo lavoro si propone di indagare le
nozioni di tipo e persistenza che rendono possibile la trasformazione e la
vita di un edificio.
Questa idea è alla base del progetto del convento per le suore carmelitane scalze nella Serra di Arrabida in cui si è cercato di rispondere al programma evitando che lo spazio assumesse un’eccessiva carica funzionale e
sempre immaginando la possibile evoluzione e trasformazione dell’edificio in qualcosa di diverso. Il progetto cerca di raccontare il movimento e
le possibilità della vita attraverso la propria configurazione morfologica e
strutturale piuttosto che attraverso quella funzionale. In questo senso il
pensiero che ha accompagnato il disegno è stato legato alla possibilità del
cambiamento che sempre ha caratterizzato edifici quali sono i conventi,
che storicamente hanno sempre saputo rigenerarsi per divenire realtà differenti.
La magia del reale avviene nel momento in cui l’edificio viene finalmente
abitato e si trasforma in un organismo vivo in grado di adattarsi. L’edificio
diviene reale solo quando ospita la vita e ne accoglie ogni possibilità. Il
nostro compito è quello di indagare le costanti che nel tempo hanno reso
possibile la persistenza e la trasformazione di architetture che si presentano tuttora valide dal punto di vista morfologico e abitativo.
Keywords
Permanenza, Possibilità, Tipologia, Funzione, Trasformazione
Document Type
Master thesis
Publisher Version
Dataset
Citation
Identifiers
TID
203015274
Designation
Dissertação de Mestrado em Arquitectura
Access Type
Open Access