The wish machine: a memória da ilha como licença à fantasia

dc.contributor.advisorMateus, Francisco Aires
dc.contributor.advisorMoreno, Joaquim
dc.contributor.authorRomani, Maria Ave
dc.date.accessioned2015-02-10T15:24:23Z
dc.date.available2015-02-10T15:24:23Z
dc.date.issued2014-12-16
dc.description.abstractLa circostanza della costruzione di un rifugio per barche e pescatori nell’Arcipelago delle Berlengas rappresenta il pretesto per la Fantasia di mettere in atto la trasformazione della realtà dell’isola. I principi individuati dallo scrittore Italo Calvino nelle Lezioni Americane agiscono come gli strumenti attraverso cui si sviluppa la vicenda. L’isola è, per definizione, quel luogo ideale, separato e distante, che impone al nostro sguardo di avere immaginazione, ovvero lo scenario perfetto perché la rappresentazione abbia luogo. Essa stimola la capacità dell’uomo di osservare in modo nuovo lo spazio vissuto rendendolo più comprensibile. Come affermava il drammaturgo Bernard Shaw, “Non c’è opera teatrale senza conflitto”, il che si traduce nell’impossibilità di realizzare un’opera architettonica senza applicare una trasformazione del paesaggio naturale in cui essa interviene. Il dramma si risolve in maniera coerente attraverso la Fantasia. Bisogna allontanarsi dall’isola per poterla finalmente vedere e capirepor
dc.identifier.tid201246635
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/11144/716
dc.language.isopor
dc.peerreviewednopor
dc.rightsopen accesspor
dc.subjectilhapor
dc.subjectfantasiapor
dc.subjectlimitepor
dc.subjectartificialepor
dc.titleThe wish machine: a memória da ilha como licença à fantasiapor
dc.typemaster thesis
dspace.entity.typePublicationen
thesis.degree.nameMestrado Integrado em Arquitectura

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THE WISH MACHINE a memòria da ilha como licençaà fantasia _ Maria Ave Romani 20131046#0309.pdf
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