( AB)SENSE. Percepire un vuoto nello spazio architettonico.
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2018-07-18
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Se ognuno di noi dovesse pensare di dare una definizione
personale di vuoto, subito ci renderemmo conto che
questo, nell’immediato, richiama alla nostra mente un’altra
immagine importante: lo spazio.
Il vuoto viene spesso pensato in negativo come un nulla,
opposto al concetto di pieno e negazione di materia in
uno spazio definito. In architettura costruire uno spazio
architettonico implica sempre una trasformazione.
Vuoto e materia sono gli elementi che permettono di
percepire tale cambiamento. Ogni edificio, ogni architettura
ma anche ogni luogo più in generale viene definito da un
alternarsi di stati e materie differenti. Una successione
di limiti che danno vita a spazi e ne creano l’ambiente
caratteristico.
Da Democrito in poi il vuoto verrà pensato come quella
qualità dello spazio che dà la possibilità al suo fruitore di
compiere un movimento¹.
Essendo l’architettura strettamente legata alla materia
e alle sensazioni che questa riflette nell’osservatore, è
importante dire che la mia indagine è una riflessione sul
significato di vacuità che agisce nel campo più strettamente
pratico dello spazio architettonico, lasciando da parte il
territorio già ampiamente esplorato del concettuale e del
filosofico.
Il discorso può essere interpretato come un processo che
si evolve dal vuoto materico fino ad arrivare all’idea di un
vuoto puramente di sensazione, procedendo per immagini
ed esempi di opere che in un qual modo conferiscono,
anche se in maniera differente, un senso di vacuità
all’osservatore. Inizialmente viene preso in considerazione
il vuoto materico, ovvero il risultato di un processo di
sottrazione di materia che si riflette in architetture a stretto
contatto con l’ambiente naturale e spesso si identifica
nella figura archetipica della caverna. Si prosegue poi con
il less is moredi Mies, quella sottile riduzione progressiva
di elementi architettonici che culmina con il negare ogni
principio classico affermando una forte componente di vacuità.
Affrontiamo poi i diversi significati di vuoto in quanto
valore culturale. Nell’architettura giapponese shintoista è
il recinto sacro entro al quale vengono accolti ed attesi i
kami, ma anche quello delicato e riposante che permette
la fluidità degli spazi interni delle case giapponesi, lo
stesso che stimola la riflessione personale nelle case
da thè. Per la religione cattolica invece lo stesso vuoto
assume un’accezione universale, una vacuità che con i
suoi spazi curvi e circolari è l’immagine dell’universo nella
sua globalità, di Dio e di tutti gli dei.
Infine si riflette sul vuoto in quanto sensazione che provoca
a sua volta nell’osservatore sentimenti contrastanti. In
Piranesi diventa nostalgia latente
2
, quella nostalgia
generata da un tempo passato, quello romano, glorioso
e magnifico, che trova nel presente una società arida e
povera di contenuti.
In molti artisti, invece, il vuoto diventa il sentimento
scatenato quando la presenza umana viene meno. Matisse
riflette nelle sue stanze rosse un senso di allegra serenità,
Hopper dipinge la malinconia che si lasciano alle spalle
i viaggiatori quando abbandonano le proprie camere
d’albergo, in fondo ancora vive della loro presenza. La
stanza di Van Gogh, invece, trasuda carattere e personalità,
quelle dell’artista che si riflette in ogni particolare del luogo
in cui abita e che, nonostante non sia presente sulla scena,
si afferma con una presenza molto decisa. Malevich è il
primo a dipingere un’assenza di colori e forme come
riflesso della coscienza dell’osservatore.
Insomma questo vuole essere un percorso che riflette sulle
diverse idee di vuoto attraverso il grande denominatore
comune dello spazio architettonico.
Il mio obiettivo non è quello di esaurire il tema trattato,
ma per lo più lasciarsi portare dalla corrente del pensiero
e della sensazione
3
attraverso un cammino fatto di
associazioni.
Keywords
spazio, vuoto, riflessione, presenza
Document Type
Master thesis
Publisher Version
Dataset
Citation
Identifiers
TID
201962365
Designation
Dissertação de Mestrado em Arquitectura
Access Type
Open Access